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Indice

  1. Perché una web-serie
  2. In che senso “Libero” e “Open Source”
    2.1 The Morevna Project
  3. I software
    3.1 Inkscape
    3.2 Synfig Studio
    3.3 Papagayo
    3.4 Openshot
    3.5 Git
  4. Organizzazione
    4.1 Sceneggiatura
    4.2 Doppiaggio
    4.3 Animazione
    4.4 Rendering

1. Perché una web-serie

È noto che l’animazione, in Italia, non se la passi granché bene. Il cartone è ancora visto come un genere destinato a un pubblico infantile o -tutt’al più- pre-adolescente.
L’animazione ha alti costi di produzione (se fatta bene), ma non ha un grande mercato: come si può constatare qui, spesso anche film d’animazione di eccellente qualità non sono riusciti a coprire con gli incassi neanche i costi di produzione.

A ciò si aggiunge il fatto che è la satira stessa ad essere stata pressoché bandita dai media mainstream. Al suo posto prospera una comicità ossessionata dal politicamente corretto, che da di gomito a chi dovrebbe irridere e che raramente va oltre la battuta qualunquista e banale.

Per questi motivi è sembrato un fulmine a ciel sereno, a maggio 2017, l’uscita di East End, film d’animazione satirico ambientato in Italia (segnatamente a Roma) e ispirato a South Park (cui sembra alludere il titolo stesso) e a Family Guy (I Griffin). Prodotto da Canecane, East End ha se non altro infranto il tabù del genere, ricevendo giudizi lusinghieri dalla critica. Tuttavia è stato proiettato solo in poche sale cinematografiche, ed è passato pressoché inosservato al grande pubblico. Ad oggi è in corso di produzione una omonima serie TV, fatta di 13 episodi della durata di 26 minuti.

Sarà interessante vedere se e quale emittente televisivo vorrà trasmetterla. Di certo però peserà il divieto ai minori di 14 anni imposto dalla commissione censura al film.

Ad ogni modo, lo scenario fin qui descritto dovrebbe di per sé rendere chiaro perché sia preferibile -per questo progetto- restare nell’ambito web.

Primo, perché il web -con tutti i suoi numerosi e innegabili difetti- è comunque ancor oggi il canale privilegiato per proporre opere al di fuori del commerciale. Secondo, perché sul web la censura è assai più complicata, se non altro da un punto di vista tecnico.

2. In che senso “libero” e “Open Source”

Free and Open Source è un’espressione che nasce nel mondo del Software Libero per indicare quei software che l’utente possa legalmente usare, analizzare, modificare e condividere con altri. La “filosofia” dell’Open Source, negli ultimi lustri, si è estesa molto oltre i confini del software: esistono le opere culturali libere (come Wikipedia), l’hardware libero (come Arduino o la stampa 3D), e anche progetti d’altro tipo (ad esempio Open Street Map, sistema di mappatura mondiale libero).

Ciò che accomuna questi progetti, oltre appunto al fatto di essere rilasciati con licenze copyleft, è il modo in cui vengono realizzati. Si basano sulla collaborazione volontaria e non retribuita di contributori che spesso non si conoscono (e talvolta mai s’incontrano) dal vivo, magari perché abitano in città (o addirittura nazioni o continenti) diversi. Tutto ciò che ciascuno di loro, individualmente, fa, è di accedere ad una piattaforma e rilasciare il proprio contributo, contribuendo al continuo miglioramento del progetto.

Fino a qualche anno fa, se qualcuno avesse affermato che la più grande enciclopedia al mondo (almeno per quantità di voci) sarebbe nata da un progetto no-profit portato avanti da volontari dislocati a migliaia di chilometri l’un l’altro e che neanche si conoscono reciprocamente, sarebbe stato preso per folle. Eppure, oggi Wikipedia è una realtà, così come lo è Linux e il Software Libero.
Si tratta, allora, “semplicemente” di estendere questa metodologia di lavoro ad un altro ambito.

Nel nostro specifico caso, tuttavia, l’aggettivo “libero” si carica anche di altri e più profondi significati, oltre appunto al fatto di utilizzare Software Libero e di distribuire il tutto con licenze copyleft.
Si tratta in primis di libertà nella scelta dei temi trattati e del linguaggio utilizzato, che -come in South Park- dovrebbe appunto essere pressoché totale, tenendo come unici limiti quelli imposti dai codici civile e penale. In secundis, un cartone del genere sarebbe libero anche da dinamiche commerciali. Non dipendere economicamente da sponsor e dalla necessità di garantire alti share a qualche emittente televisivo consentirebbe agli sceneggiatori di non porsi il problema di andare controcorrente ed affrontare temi scomodi o prendere posizioni impopolari.

2.1 The Morevna Project

L’idea di un cartone con queste caratteristiche non è peraltro una novità assoluta. Un progetto del genere viene già portato avanti con successo in Russia: si tratta del Morevna Project. Il progetto è fondamentale nello sviluppo di Synfig Studio, che nel giro di un paio di anni ha mostrato progressi notevolissimi.

3. I software

3.1 Inkscape

Software Libero di grafica vettoriale, principale alternativa ad Adobe Illustrator, Inkscape è l’ideale per creare personaggi e scenari da animare, e soprattutto “dialoga” molto bene con Synfig Studio grazie all’apposito add-on che esporta direttamente in formato .sif.

3.2 Synfig Studio

Software di animazione 2D che rende possibile l’intero progetto. Sviluppato dalla Voria Studios, è stato rilasciato sotto licenza GPL nel 2005. Al momento della stesura di questo documento (ottobre 2017) è giunto alla versione 1.2.

3.3 Papagayo

Software di Lip Sync sotto licenza GPL. Consente di sincronizzare i file audio col movimento delle labbra e di esportare il tutto in un file .pgo. Molto utilizzato anche per le animazioni 3D in Blender, a partire dalla versione 1.2, Synfig Studio può importare i file .pgo (cosa che ha velocizzato e semplificato molto il Lip Sync).

3.4 Openshot

Software libero per l’editing video. Ricorda -nella grafica- Windows Movie Maker.

3.5 Git

Git è l’elemento portante e fondamentale del progetto. Software per il controllo di versione distribuito (ideato da Linux Torvalds), Git viene usato nel mondo dai principali colossi del web e delle aziende che sviluppano software per permettere ai programmatori di lavorare da remoto e sincronizzare gli sforzi.

Pur essendo pensato per la scrittura di codice, Git può risultare utilissimo anche per progetti non di coding: non a caso vi si fa ricorso anche nel Morevna Project.
Nel nostro caso si farà ricorso a GitHub, il più noto servizio di hosting che utilizza Git. Il repository è qui.

4. Organizzazione

L’ipotesi organizzativa qui illustrata ha come obiettivo quello di far sì che i vari gruppi di persone che agiscono nelle diverse fasi (sceneggiatori, doppiatori, animatori) possano lavorare indipendentemente gli uni dagli altri, fermo restando ovviamente che chi vuole può collaborare a più fasi (anche tutte).

La realizzazione di un episodio dovrebbe svolgersi nelle seguenti fasi:

  1. Sceneggiatura

  2. Doppiaggio

  3. Animazione

  4. Rendering finale

I soggetti coinvolti in ciascuna di queste fasi entrano in azione solo dopo che la fase precedente è stata conclusa (i doppiatori non iniziano a lavorare finché tutta la sceneggiatura è stata scritta, gli animatori non si attivano prima che l’intero doppiaggio non è stato terminato etc.). In questo modo si dovrebbe poter limitare al massimo l’impegno di ciascuno, evitando intasamenti delle mailbox.

4.1 Sceneggiatura

La scrittura della sceneggiatura dei vari episodi può avvenire (anche) in modo collaborativo, tramite servizi online di videoscrittura. Volendo restare su software libero si possono usare i Pad, oppure -per avere uno strumento un po’ più potente- si può far ricorso ai documenti condivisi di Google.

Le sceneggiature dovranno rispettare un preciso standard di formattazione, che contenga tutte le informazioni necessarie agli animatori. In particolare:

  • ogni episodio deve essere suddiviso in scene, e la scena cambia ogni volta che muta la location in cui agiscono i personaggi. Su GitHub verrà creata, all’interno della cartella del singolo episodio, una sottocartella per ogni scena, all’interno della quale andranno collocati i file audio del doppiaggio

  • ogni scena deve essere preceduta dall’indicazione della location in cui si svolge l’azione e dai personaggi che agiscono; in concreto, dovranno essere inseriti link alle apposite cartelle su GitHub, cosicché l’animatore possa -con un semplice clic- scaricare i file necessari.

  • Le azioni compiute dai personaggi dovranno essere indicate con nomi standard, rispetto ai quali esistano video-tutorial (reperibili sul sito web di riferimento, https://irossi.wordpress.com/) (es. zoom-in, zoom-out, loop etc.).

4.2 Doppiaggio

I file audio delle singole scene dovranno essere caricati su GitHub in formato .wav, cosicché chi si occupa di animazione e rendering possa scaricarli e inserirli nel punto giusto. La struttura delle cartelle e dei file sarà la seguente:

4.3 Animazione

Uno degli obiettivi dell’organizzazione in questione è quello di permettere (potenzialmente) a chiunque (compresi coloro che non hanno alcuna conoscenza né teorica né pratica di animazione 2D) di contribuire al progetto, semplicemente formandosi attraverso alcuni tutorial, l’animazione sarà il più elementare possibile. Anche e soprattutto in questo senso South Park resta il punto di riferimento; i personaggi in vista solo frontale o laterale o di spalle, le gambe che non si piegano neanche mentre il personaggio cammina etc. sono senz’altro elementi che rendono esteticamente “primitivo” il cartone, ma al tempo stesso è ciò che ne ha abbattuto i costi di produzione, e di certo non gli ha precluso il successo.

I Rossi vorrebbe quindi recuperare questi elementi, al fine di semplificare al massimo l’animazione. Peraltro, i primi episodi di South Park vennero realizzati a metà degli anni ’90 col metodo della Cut-Out animation, senza il ricorso all’informatica. Oggi software come Inkscape e Synfig Studio rendono quella stessa tecnica accessibile ad un pubblico molto più vasto.

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